KPop Demon Hunters (film 2025)
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KPop Demon Hunters (film 2025)

KPop Demon Hunters è un film d’animazione musicale urban fantasy del 2025, prodotto da Sony Pictures Animation per Netflix e diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, che firmano anche la sceneggiatura insieme a Danya Jimenez e Hannah McMechan. L’opera si distingue fin da subito come un progetto originale e audace, capace di fondere mitologia coreana, demonologia, cultura pop contemporanea e K-pop, dando vita a un universo visivo e narrativo unico nel panorama dell’animazione recente.

La storia segue le Huntrix, un celebre girl group K-pop che conduce una doppia vita: idol acclamate dal pubblico di giorno, cacciatrici di demoni di notte. Il loro equilibrio viene messo in crisi dall’arrivo dei Saja Boys, una boy band rivale dal successo travolgente, che nasconde però una verità oscura: i suoi membri sono in realtà demoni infiltrati nel mondo umano. La rivalità musicale si trasforma così in uno scontro soprannaturale, dove palco e battaglie diventano due facce della stessa identità.

Il film nasce dal desiderio della regista Maggie Kang di raccontare una storia profondamente legata alle proprie radici culturali coreane, reinterpretate attraverso un linguaggio globale e contemporaneo. L’animazione, realizzata da Sony Pictures Imageworks, è fortemente influenzata dall’estetica dei concerti K-pop, dai videoclip musicali, dalla fotografia editoriale, ma anche da anime giapponesi e drama coreani, creando uno stile dinamico, luminoso e fortemente riconoscibile.

Un ruolo centrale è svolto dalla musica, vero motore emotivo del film: la colonna sonora comprende brani originali interpretati dal cast e da artisti internazionali, mentre le musiche strumentali sono composte da Marcelo Zarvos. Le canzoni non sono semplici intermezzi, ma parte integrante della narrazione e della costruzione dei personaggi, contribuendo a rendere il film un’esperienza immersiva tra musical e fantasy urbano.

Distribuito su Netflix a partire dal 20 giugno 2025, KPop Demon Hunters ha ottenuto un successo straordinario, diventando il titolo originale più visto nella storia della piattaforma, con 325 milioni di visualizzazioni. La versione sing-along, uscita in alcune sale tra agosto e ottobre, ha segnato un traguardo storico: è stata la prima distribuzione Netflix a conquistare il primo posto al box office statunitense. Il film ha inoltre ricevuto importanti riconoscimenti e candidature, tra cui quelle ai Golden Globe, ai Critics’ Choice Awards e ai Grammy Awards per la colonna sonora, ed è stato definito da Time come il “Breakthrough of the Year” 2025.

Grazie alla sua capacità di unire spettacolo, identità culturale e innovazione visiva, KPop Demon Hunters si afferma come uno dei film d’animazione più influenti e rappresentativi del decennio, aprendo la strada a un franchise in espansione, con un corto già annunciato e un sequel previsto per il 2029.

Trailer ufficiale

Trama

Molto tempo fa, i demoni infestavano il mondo umano, nutrendosi delle anime delle persone per offrirle al loro sovrano, Gwi-Ma. Per contrastarli, tre donne divennero le prime cacciatrici di demoni e scoprirono che le loro voci cantate potevano creare una barriera magica chiamata Honmoon, capace di respingere le creature oscure. Nei secoli successivi, nuove generazioni di trio ereditarono questo compito, con l’obiettivo finale di trasformare la barriera nella Golden Honmoon, un sigillo definitivo in grado di bandire per sempre i demoni.

Nel presente, il compito spetta alle Huntrix, un celebre girl group K-pop composto da Rumi, Mira e Zoey, addestrate dall’ex cacciatrice Celine. Dietro il successo e le luci del palcoscenico, le tre conducono una doppia vita come cacciatrici di demoni. Rumi, la leader, nasconde però un segreto: è per metà demone, una verità conosciuta solo da lei e da Celine, che l’ha cresciuta. Quando strani segni demoniaci iniziano a comparire sulla sua pelle, Rumi decide di anticipare l’uscita e l’esibizione del nuovo brano “Golden”, sperando che la trasformazione della Honmoon in Golden Honmoon possa cancellare per sempre la sua maledizione. Tuttavia, lo stress e il conflitto interiore iniziano a farle perdere la voce.

Nel regno dei demoni, Gwi-Ma, furioso per i continui fallimenti dei suoi seguaci, mette in atto un nuovo piano. Cinque demoni guidati da Jinu, un tempo umano, formano una boy band chiamata Saja Boys, con l’obiettivo di rubare i fan delle Huntrix, indebolire la Honmoon e nutrirsi delle anime del pubblico. In cambio, Gwi-Ma promette a Jinu di cancellare i dolorosi ricordi della sua vita passata. Dopo il debutto dei Saja Boys con la canzone “Soda Pop”, le Huntrix scoprono la loro vera natura e li affrontano. Durante lo scontro, Jinu nota i segni demoniaci di Rumi ma, sorprendentemente, la aiuta a nasconderli alle altre due ragazze.

Tra Rumi e Jinu nasce un legame complesso: lui le rivela che la vergogna e il senso di colpa permettono a Gwi-Ma di controllare i demoni attraverso le loro voci. Jinu racconta anche il proprio passato: quattrocento anni prima aveva accettato l’aiuto di Gwi-Ma per ottenere fama e ricchezza, ma questo lo aveva condannato alla dannazione e distrutto la sua famiglia. Intanto, il successo crescente dei Saja Boys indebolisce sempre più la Honmoon, permettendo nuovi attacchi demoniaci.

Con l’avvicinarsi degli Idol Awards, le Huntrix cercano di reagire componendo “Takedown”, un brano aggressivo pensato per smascherare i Saja Boys. Rumi, però, è turbata dal testo carico di odio verso i demoni, che sente rivolto anche contro se stessa, e il conflitto incrina il rapporto con Mira e Zoey. Rumi propone allora un patto segreto a Jinu: se aiuterà le Huntrix a vincere gli Idol Awards e rafforzare la Honmoon, lui potrà restare nel mondo umano. Confidandosi, Rumi ammette che la sua vergogna ha indebolito la voce, ma che parlare con Jinu l’ha aiutata a guarire; anche Jinu, grazie a lei, smette di sentire le voci di Gwi-Ma e accetta di tradire i Saja Boys. Tuttavia, Gwi-Ma lo minaccia, ricordandogli la verità sul suo passato e promettendo di far tornare il tormento se dovesse disobbedire.

Durante gli Idol Awards, le Huntrix scelgono di eseguire “Golden”, accantonando “Takedown”. Ma il piano fallisce: demoni travestiti allontanano Mira e Zoey, mentre altri due impostori ingannano Rumi inducendola a cantare “Takedown” e rivelano pubblicamente la sua natura demoniaca. Umiliata, Rumi fugge e viene raggiunta dalle vere Mira e Zoey, che si sentono tradite per le bugie e la collaborazione segreta con Jinu. Quando Rumi affronta Jinu, lui confessa di averle mentito. Nel frattempo, Gwi-Ma, ormai potentissimo grazie alle anime raccolte e alla Honmoon quasi distrutta, invade il mondo umano e ipnotizza il pubblico, inclusi Mira e Zoey.

Disperata, Rumi chiede a Celine di porre fine alla sua vita, ma la donna rifiuta e tenta di convincerla a ripristinare il vecchio equilibrio. Rumi, sentendosi mai veramente amata, rinnega la Honmoon ormai distrutta e se ne va. Poco dopo, interrompe l’esibizione dei Saja Boys con un nuovo canto improvvisato, in cui affronta apertamente la propria vergogna e accetta la sua identità. La forza emotiva della canzone spezza l’incantesimo di Gwi-Ma e libera Mira e Zoey.

Riunite, le Huntrix combattono insieme. Jinu, pentito, si sacrifica per salvare Rumi da Gwi-Ma, donandole la sua anima redenta. Grazie a questo sacrificio, le tre ragazze riescono a sconfiggere Gwi-Ma e i Saja Boys superstiti, creando una nuova Honmoon che sigilla nuovamente il mondo dai demoni.

Nel finale, Rumi, ormai in pace con la propria natura, celebra la vittoria con Mira e Zoey tra lacrime di gioia. Le Huntrix tornano infine a incontrare i loro fan, pronte a vivere senza più segreti, unendo musica, identità e coraggio.

Doppiatori

PersonaggioDoppiatore originaleDoppiatore italiano
Rumi (voce parlata)Arden ChoGiorgia Brunori
Rumi (canto)Ejae
Jinu (voce parlata)Ahn Hyo-seopJona Mennite
Jinu (canto)Andrew Choi
Mira (voce parlata)May HongCamilla Marcucci
Mira (canto)Audrey Nuna
Zoey (voce parlata)Ji-young YooBeatrice Maruffa
Zoey (canto)Rei Ami
CelineYunjin KimFederica Russello
BobbyKen JeongCristian Vespe
Gwi-MaLee Byung-hunFrancesco De Francesco

Musiche

La colonna sonora di KPop Demon Hunters rappresenta uno degli elementi centrali e più innovativi del film, sia dal punto di vista narrativo sia da quello commerciale. I registi Maggie Kang e Chris Appelhans hanno concepito le canzoni come un vero strumento di racconto: i brani delle Huntrix sono costruiti per trasmettere onestà emotiva, vulnerabilità e autenticità, mentre quelli dei Saja Boys sono volutamente estremamente orecchiabili ma emotivamente “vuoti”, quasi privi di anima. Come spiegato da Appelhans, l’idea era che “la parte più superficiale del cuore potesse essere attratta dai ragazzi, ma quella più profonda venisse toccata dalle ragazze”, creando così un contrasto musicale che riflette il conflitto morale del film.

Per raggiungere questo obiettivo, la produzione si è affidata a noti professionisti del K-pop, coinvolgendo un team di autori e produttori di primo piano. I brani originali sono stati scritti da Danny Chung, Ido, Vince, Kush, Ejae, Jenna Andrews, Stephen Kirk, Lindgren, Mark Sonnenblick e Daniel Rojas, mentre la produzione musicale è stata curata, tra gli altri, da Teddy Park, 24, Dominsuk e Ian Eisendrath. Le musiche strumentali sono invece firmate dal compositore Marcelo Zarvos, che ha dato al film una base emotiva coerente con il tono fantasy e drammatico della storia.

La soundtrack include anche numerose voci ospiti di rilievo, tra cui Ejae, Audrey Nuna, Rei Ami, Andrew Choi, Kevin Woo, samUIL Lee, Neckwav e Lea Salonga, contribuendo a rendere l’album un progetto musicale di respiro internazionale. Pubblicata il 20 giugno 2025, la colonna sonora ha come primo singolo “Takedown”, interpretato da Jeongyeon, Jihyo e Chaeyoung delle TWICE, mentre “Golden” è diventato il brano simbolo del film.

Il successo è stato straordinario: la soundtrack è stata certificata Platino dalla RIAA nell’ottobre 2025, superando un milione di copie vendute. Negli Stati Uniti ha debuttato all’ottavo posto della Billboard 200, risultando il miglior debutto dell’anno per una colonna sonora e la prima del 2025 a entrare nella top ten. È stata inoltre la prima soundtrack Netflix a raggiungere il primo posto nella classifica Top Soundtracks dai tempi di Stranger Things 4.

A livello globale, i risultati sono stati storici: Huntrix e Saja Boys hanno dominato le classifiche di Spotify USA, diventando i gruppi K-pop femminile e maschile più ascoltati di sempre nella classifica giornaliera statunitense, superando persino artisti reali come Blackpink e BTS. Il brano “Golden” ha raggiunto il numero uno della Billboard Global 200, è diventato la canzone di un gruppo fittizio più longeva al vertice della Billboard Hot 100, e in Corea del Sud ha ottenuto un perfect all-kill, battendo record storici.

Infine, la colonna sonora di KPop Demon Hunters ha segnato un traguardo senza precedenti: è stata la prima nella storia della Billboard Hot 100 a piazzare quattro brani contemporaneamente nella top ten (“Golden”, “Your Idol”, “Soda Pop” e “How It’s Done”), un risultato che non si vedeva, per una colonna sonora cinematografica, dai tempi di Waiting to Exhale (1995). Questo successo ha consacrato le musiche del film non solo come accompagnamento narrativo, ma come fenomeno culturale e musicale globale.

#TitoloInterprete/iAutore/iProduttore/iDurata
1Takedown (TWICE version)Jeongyeon, Jihyo, Chaeyoung (TWICE)Lindgren, Melanie FontanaLindgren, Ian Eisendrath3:01
2How It’s DoneHuntrix (Ejae, Audrey Nuna, Rei Ami)Danny Chung, Ejae, Daniel Rojas, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park24, Ido, Park, Ian Eisendrath2:56
3Soda PopSaja Boys (Andrew Choi, Neckwav, Danny Chung, Kevin Woo, SamUIL Lee)Danny Chung, Kush, Vince, 24, Dominsuk24, Dominsuk, Ian Eisendrath2:30
4GoldenHuntrixEjae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park24, Ido, Park, Ian Eisendrath3:14
5StrategyTWICEBoy Matthews, Cleo Tighe, Earattack, Lee Woo-hyunLee Woo-hyun, Earattack2:48
6TakedownHuntrixLindgren, Melanie FontanaLindgren, Ian Eisendrath3:02
7Your IdolSaja BoysEjae, Kush, Mark Sonnenblick, Vince, 24, Ido24, Ido, Ian Eisendrath3:11
8FreeEjae (Rumi), Andrew Choi (Jinu)Jenna Andrews, Stephen Kirk, Mark SonnenblickAndrews, Kirk, Ian Eisendrath3:07
9What It Sounds LikeHuntrixEjae, Jenna Andrews, Stephen Kirk, Mark Sonnenblick, Daniel Rojas, 24, Ido, Teddy ParkAndrews, Kirk, Ian Eisendrath4:10
10Love, Maybe (사랑인가 봐)MeloManceKim Min-seok, Jeong Dong-hwanMeloMance3:05
11Path (오솔길)JokersJang Woon-beom, Kang Joon-woo, Jo Gap-chui, Kim Young-hyeon, Lee Soo-youngJokers3:41
12Score SuiteMarcelo Zarvos, Daniel Rojas, Ejae, Mark SonnenblickMarcelo Zarvos

Tematiche

KPop Demon Hunters affronta una serie di temi profondi e contemporanei, utilizzando il linguaggio dell’animazione musicale e del fantasy urbano per riflettere su identità, appartenenza e accettazione di sé. Al centro della narrazione vi è il potere della comunità e dell’amicizia come strumenti fondamentali per resistere alle pressioni culturali e sociali. Come ha sottolineato Arden Cho, voce di Rumi, senza il sostegno di Mira e Zoey la protagonista non sarebbe riuscita a superare il proprio conflitto interiore: il legame tra le Huntrix diventa così una forza salvifica e trasformativa.

Il percorso di Rumi è stato volutamente costruito dai registi come una metafora del coming out. La co-regista Maggie Kang ha spiegato che la sua storia rispecchia il processo di rivelare la propria vera identità a genitori e società che impongono aspettative rigide: Rumi è spinta a essere qualcuno che non sente di essere davvero. Durante la scrittura, il team creativo ha riflettuto su concetti come eredità mista, identità queer, dipendenza e ricaduta, utilizzando la “parte demoniaca” come simbolo di ciò che una persona è costretta a nascondere per paura del giudizio.

Critici e studiosi hanno riconosciuto nella vicenda di Rumi una forte componente di queer coding e allegoria queer, pur in assenza di personaggi esplicitamente LGBTQ+. Il suo essere educata fin da piccola a occultare una parte di sé genera vergogna interiorizzata, che si trasforma in auto-disprezzo e isolamento. Questo sentimento è rappresentato anche visivamente: Rumi evita rituali di condivisione e perde la propria voce, segno del silenziamento emotivo che deriva dal non potersi esprimere liberamente.

Dal punto di vista psicologico, il film esplora con forza i temi di vergogna, identità e guarigione. Nascondere la propria natura non solo isola Rumi, ma le impedisce di vivere pienamente le relazioni. La guarigione inizia quando la protagonista, come Jinu, trova nella musica uno spazio di verità e condivisione. Proprio per questo, i segni demoniaci di Rumi assumono un valore universale: possono rappresentare depressione, trauma, neurodivergenza, identità queer o l’esperienza di essere birazziali, rendendo il messaggio accessibile a pubblici molto diversi.

Un’ulteriore chiave di lettura individua tre temi fondamentali: il mondo non è diviso rigidamente tra bene e male; le differenze non devono essere motivo di vergogna; la ibridità è una forza, non una debolezza. Rumi, in quanto essere metà umana e metà demone, incarna questa idea: ciò che inizialmente percepisce come una colpa diventa invece la sua più grande risorsa.

Infine, il film propone una forte riflessione su parità di genere ed empowerment femminile. La solidarietà tra le Huntrix crea una comunità femminile autonoma e resistente, che si oppone a pressioni patriarcali e sociali volte a imporre perfezione e silenzio. Il rifiuto di Rumi di continuare a nascondersi diventa un atto politico e personale: abbattere i sistemi oppressivi che negano l’autenticità, permettendo alle donne di esprimersi pienamente, con le proprie fragilità e contraddizioni.

Nel complesso, KPop Demon Hunters utilizza la metafora del soprannaturale e della musica per raccontare una storia profondamente umana, in cui accettare se stessi, condividere il peso della vergogna e trovare forza nella collettività diventano gli strumenti principali per la liberazione personale.

Box office

La versione sing-along di KPop Demon Hunters è stata distribuita nelle sale cinematografiche il 23 agosto 2025, segnando un evento senza precedenti per una produzione Netflix. Il film ha debuttato in 1.700 cinema, superando nettamente la precedente uscita record di Glass Onion: A Knives Out Mystery (2022), che era stato distribuito in 698 sale.

Le stime iniziali prevedevano un incasso compreso tra 18 e 20 milioni di dollari nel weekend di apertura, obiettivo che il film ha sostanzialmente centrato. Negli Stati Uniti e in Canada, KPop Demon Hunters ha incassato 19,2 milioni di dollari, conquistando il primo posto al box office del fine settimana e superando titoli concorrenti come Weapons, che si prevedeva mantenesse la vetta. Si è trattato del miglior risultato teatrale mai ottenuto da un film Netflix, battendo il precedente record di Glass Onion (13,1 milioni di dollari).

Nonostante Netflix non abbia reso pubblici i dati completi sugli incassi, il risultato è stato sufficiente a rendere KPop Demon Hunters il primo film Netflix a classificarsi al primo posto nel box office statunitense durante il weekend di programmazione.

Secondo Jeremy Fuster (TheWrap), l’uscita nelle sale avrebbe potuto ottenere risultati ancora più elevati: ha osservato che il film era destinato a superare i debutti di The Bad Guys 2 ed Elio, e che avrebbe probabilmente raggiunto i 100 milioni di dollari di incasso domestico se non fosse stato distribuito inizialmente in streaming. Anche Matt Schimkowitz (The A.V. Club) ha notato come molti spettatori accorsi al cinema avessero già visto il film su Netflix, spinti dal passaparola e dall’entusiasmo per l’esperienza musicale condivisa.

Ben Fritz (The Wall Street Journal) ha sottolineato che l’eccezionale accoglienza critica e popolare del film ha convinto Netflix a concedergli una rara distribuzione cinematografica. Matthew Belloni (Puck) ha invece analizzato le implicazioni industriali del successo: a causa degli accordi tra Netflix e Sony per la produzione, la maggior parte dei profitti derivanti dal film e da un eventuale franchise futuro è destinata a Netflix, che ne detiene la distribuzione. Belloni ha definito l’operazione “il sogno di un capo di studio”: un successo globale relativamente economico, con enormi potenzialità di sfruttamento commerciale su più piattaforme, suggerendo che Sony abbia perso un’importante occasione strategica.

Nel complesso, il risultato al box office della versione sing-along di KPop Demon Hunters ha segnato un punto di svolta per il rapporto tra streaming e sale cinematografiche, dimostrando come un titolo nato per la piattaforma possa comunque ottenere un forte impatto commerciale anche sul grande schermo.

Accoglienza critica

KPop Demon Hunters ha ricevuto un’accoglienza molto positiva sia dalla critica sia dal pubblico, che ne hanno lodato in particolare l’animazione, la musica, il doppiaggio e l’originalità della storia.
Sul sito aggregatore Rotten Tomatoes, il film registra il 96% di recensioni positive su 90 critici, con una valutazione media di 7,8/10. Il consenso ufficiale lo descrive come un film animato dall’energia contagiosa e dai colori vibranti, capace di offrire un intrattenimento familiare vivace accompagnato da una colonna sonora di grande impatto.
Su Metacritic, il punteggio di 77/100 indica recensioni generalmente favorevoli.

Diversi critici hanno messo in evidenza l’originalità dell’universo narrativo. Brandon Yu del New York Times ha definito il film “affascinante, divertente e visivamente incisivo”, paragonandolo ai film di Spider-Man: Into/Across the Spider-Verse per l’uso fluido dell’azione, lo stile artistico audace e la musica integrata nel racconto. Un confronto simile è stato proposto anche da Toussaint Egan di IGN, che ha elogiato le scene di combattimento per la loro coreografia appariscente e l’energia ispirata all’animazione giapponese.
Kelechi Ehenulo di Empire ha descritto il film come un incrocio tra Buffy l’ammazzavampiri e Popstars, apprezzandone la leggerezza, la comicità e la riflessione su vergogna, aspettative familiari e accettazione di sé.

La componente comica è stata spesso citata come elemento chiave. Matt Goldberg di TheWrap ha osservato che, senza l’umorismo diffuso, la trama rischierebbe di risultare eccessiva, mentre proprio la satira sui cliché del K-pop, dei K-drama e dei media coreani rappresenta uno dei punti di forza del film. Una lettura simile emerge anche nelle recensioni di Yu e di altri critici.
David Tizzard di The Korea Times ha definito KPop Demon Hunters sia una lettera d’amore al K-pop sia una critica lucida della sua industria, lodando inoltre la rappresentazione della cultura coreana quotidiana, restituita con una sensibilità rara nel cinema globale. Tizzard e Peter Debruge di Variety hanno anche sottolineato l’uso simbolico di animali tradizionali come la gazza e la tigre, reinterpretati in chiave moderna.

Grande consenso ha riguardato anche la musica. Isaiah Colbert di Io9 ha elogiato la musicalità del film, capace di coinvolgere anche chi non è appassionato di K-pop. Debruge ha notato come l’immersione nel mondo musicale sia tale da far dimenticare allo spettatore di trovarsi di fronte a un musical tradizionale.
Wilson Chapman di IndieWire ha evidenziato la varietà con cui i brani sono messi in scena, dalle battaglie ai videoclip, fino ai numeri di danza, sostenendo che proprio questa versatilità rende la musica un elemento centrale della narrazione e non un semplice espediente. Anche Tizzard ha osservato che le canzoni non sono riempitivi, ma veri culmini emotivi della storia.

Non sono mancate, tuttavia, alcune critiche. Angela Garcia di SLUG ha ritenuto che la durata contenuta del film impedisca un pieno sviluppo del mondo narrativo e dei personaggi. Chapman ha condiviso questa osservazione, definendo il ritmo veloce sia un pregio sia il limite principale dell’opera, poiché alcuni archi narrativi – in particolare quelli di Mira e Zoey, e il rapporto tra Rumi e Celine – risultano poco approfonditi, portando a un finale affrettato. Goldberg ha inoltre segnalato occasionali sbalzi di tono e la necessità di una maggiore solidità emotiva nel percorso dei personaggi secondari.
Secondo Ehenulo, pur riconoscendo una certa prevedibilità e una conclusione rapida, questi difetti non compromettono il valore complessivo del film, che rimane pienamente meritevole del suo grande successo internazionale.

Nel complesso, KPop Demon Hunters è stato accolto come un film energico, innovativo e culturalmente significativo, capace di fondere animazione, musica e identità culturale in un’opera che ha saputo conquistare pubblico e critica a livello globale.

Scheda film

VoceDati
Titolo italianoKPop Demon Hunters
Titolo originaleKPop Demon Hunters
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d’America
Anno2025
Durata95 minuti
Rapporto d’aspetto2,35:1
GenereAnimazione, drammatico, avventura, commedia, fantastico, musicale
RegiaMaggie Kang, Chris Appelhans
SoggettoMaggie Kang
SceneggiaturaDanya Jimenez, Hannah McMechan, Maggie Kang, Chris Appelhans
ProduzioneMichelle Wong
ProduttoriScott Berri, Jacky Priddle, Kristy Lynn Fortier, Agnes Jungah Lee, Michelle Wong
Interpreti principali (voci originali)Arden Cho, Ahn Hyo-seop, May Hong, Ji-young Yoo, Yunjin Kim, Daniel Dae Kim, Ken Jeong, Lee Byung-hun
CinematografiaGary H. Lee
MontaggioKent Beyda, Nathan Schauf
Colonna sonoraMarcelo Zarvos
Casa di produzioneSony Pictures Animation, Netflix Animation, Columbia Pictures, Creative BC, Sony Pictures Releasing
DistribuzioneNetflix
Data di uscita20 giugno 2025
BudgetOltre 100 milioni di dollari
Incasso24,6 milioni di dollari

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